Vitanelcuore

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Costume

06:56, Jan. 21, 2010 .. Inviato inAttualità .. 0 commenti .. Link

COSTUME
IL "BOOM" DI MOSTRE ED ESPOSIZIONI NEL NOSTRO PAESE

PER CASA IL MUSEO

Anziani, adulti, ragazzi. E soprattutto famiglie con bambini: oggi in Italia l'arte è sempre più popolare. Grazie a nuove iniziative che attirano grandi e piccini.

Bambini con spirito d’avventura che passano la notte al museo di scienze naturali, impauriti e divertiti mentre stendono il sacco a pelo tra scheletri di dinosauri o accanto alla vasca degli squali. Giovani che fanno le ore piccole contemplando quadri resi ancor più suggestivi dalle ombre della luna. Sembrano scene di Una notte al museo, successo di cassetta, o del sequel Una notte al museo 2. Ma non è un film. È la realtà dei musei italiani in questi incredibili anni in cui il virtuale entra da ogni angolo nella vita quotidiana. Ecco allora ragazzi che, con genitori Peter Pan, scoprono le bellezze dell’arte guidati da personaggi storici interpretati da attori. Oppure accompagnati dagli stessi pittori, che parlano attraverso le cornici di autoritratti computerizzati e tridimensionali. Luci, suoni, colori, video: vivere l’arte, oggi, significa anche farsi proiettare in una dimensione fantastica.

Se i direttori dei musei volevano stupire, ci sono riusciti. La posta in gioco era alta: avere sempre più visitatori; rendere l’arte popolare e democratica; portare la cultura nel cuore delle famiglie. I risultati si vedono: lunghe file ai botteghini per molte delle mostre del 2009, boom di presenze di famiglie con bambini, per non parlare dei giovani. Le "notti bianche" gratuite e gli orari prolungati hanno intercettato i gusti nottambuli dei ragazzi.

Fila a Firenze per entrare agli Uffizi.
Fila a Firenze per entrare agli Uffizi (foto Ansa).

In coda per entrare

La crisi non sfiora i musei. Anzi, le presenze sono in crescita, segno che le famiglie cominciano a godersi le bellezze dietro casa. Il ministero per i Beni e le attività culturali ha reso noto che durante le feste natalizie, nei 30 siti statali più visitati d’Italia, si è avuto un incremento di visitatori del 7,4 per cento. Nei giorni 31 dicembre 2009 - 1° gennaio 2010 le presenze sono state del 12,3 per cento più alte di un anno prima.

«Le code ai botteghini sono il miglior marketing», dice convinto Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura di Milano. «Dove vede fila, la gente si interessa, vuole entrare. In soli 30 giorni la mostra su San Giovanni Battista ha avuto 180 mila visitatori. Certo, trattandosi di un’opera di Leonardo il successo era scontato, ma anche per Edward Hopper ha funzionato il passaparola. Per il successo di una mostra la regola è quella delle tre G: gente, gratuità e genio».

Sarà per l’insolita regola, ma a Milano la cultura fa i record: 1.300.000 biglietti staccati nel 2009 tra Palazzo Reale, Rotonda della Besana, Pac e Palazzo della Ragione, con più 30 per cento di visitatori.

«I miei modelli sono la Tate Gallery di Londra e il Musée d’Orsay di Parigi», continua l’assessore. «Nel primo si fa un’offerta libera: giusta democrazia della bellezza. Nel secondo le famiglie hanno priorità d’ingresso. Anche da noi le carrozzine entrano subito. A Palazzo Reale introdurremo uno sportello informazioni a misura di bambino, per far conoscere proposte e percorsi didattici».

I monumenti visti di notte

A Milano ha avuto successo l’idea di portare l’arte in giro per la città, come in occasione del centenario del Futurismo. «Sono affascinato dalla luce nelle città, ho scritto anche un libro su questo tema», spiega Finazzer Flory: «I monumenti sono valorizzati dalle luci notturne. La scelta di illuminare dall’interno i rosoni del Duomo ha regalato alla cattedrale un’atmosfera ancora più spirituale. L’Expo 2015 a Milano sarà dedicato alle famiglie e noi lo presenteremo in estate con una mostra sulla rappresentazione della Sacra Famiglia nell’arte lombarda. La famiglia è al centro anche per il biglietto d’ingresso: quelle numerose hanno sconti. E per figli non si intendono solo i propri: i genitori che accompagnano gli amici dei propri ragazzi hanno dei vantaggi».

Di marketing e popolarità dell’arte, o per dirla con parole sue, di «semplificazione della conoscenza», parla anche Umberto Broccoli, sovrintendente ai Beni culturali del Comune di Roma. Tre lauree, scrittore, conduttore radiotelevisivo, Broccoli è convinto che chiunque di noi è bambino di fronte a un’opera d’arte.

«Abbiamo bisogno di toccare, annusare, gustare, non solo di vedere», dice. «Il concetto di museo distante, per spe******ti, deve sparire. Noi non siamo vestali, messe lì a custodire i cimeli del passato. Dobbiamo farli vivere con nuovi linguaggi. Le didascalie delle opere devono essere chiare, i titoli delle mostre accattivanti, per avvicinare i giovani sotto i 18 anni, assetati di cultura. Per loro i nostri musei sono gratis».

Grandi risultati a costo zero

Anche a Roma suoni e luci notturne sono l’ultima tendenza. «Per l’Ara Pacis, Richard Meyer ha progettato una teca d’avanguardia, che molti hanno contestato. Cerchiamo di mettere in risalto la modernità della struttura affiancando ai marmi dell’altare mostre di design e arte contemporanea. Dopo quella su Bruno Munari, ce ne sarà una su Fabrizio De André. Questa proposta antico-contemporaneo ottiene risultati da capogiro, grazie anche a un’operazione a costo zero: i marmi dell’Ara Pacis in epoca romana erano colorati con tinte naturali. Noi li abbiamo "ritinteggiati" con tecniche di computer grafica che permettono di illuminare con led i marmi e farli vedere com’erano. Studi dell’Università Pontificia e di quelle di Roma e Firenze hanno permesso di risalire a tracce di colore sui marmi antichi. Così, col computer, la faccia di Enea torna rosa, la sua tunica gialla, il paesaggio verde, il fiume blu. Una vera "rinascita" per l’Altare della Pace, tanto che il sindaco Alemanno ha deciso di organizzare il 21 aprile, data della fondazione di Roma, una giornata per ospitare ai piedi del monumento le tre culture monoteistiche del Mediterraneo».

Giusi Galimberti

LA CULTURA ITALIANA DEI RECORD

+ 7,4% i visitatori nei 30 musei e siti statali più importanti
+ 12,3 % delle presenze solo a San Silvestro e a Capodanno
1.300.000
i biglietti staccati nei principali musei di Milano

NUOVE SFIDE: VISITARE È BELLO SE GRATIS

Londra è una delle capitali più ospitali per chi ama le arti. Dal British Museum al Natural History, qui molti musei sono gratis. Per chi va a Berlino, il consiglio è di scegliere per le visite il giovedì sera: anche il museo Pergamon è a ingresso libero dalle 18 alle 22. Da un recente annuncio del presidente Sarkozy, dal 4 aprile i musei statali francesi saranno gratuiti per i giovani sotto i 25 anni.

Anche in Italia si entra gratis in molti musei. Per bambini e over 60-65 ci sono quasi sempre agevolazioni. Per la gratuità nei musei, l’anno scorso c’è stato grande successo di pubblico per la Settimana della cultura, le "notti bianche", il 1° maggio e la Festa della donna (in questo caso, musei gratis alle signore). A Roma, il mercoledì, anziani e disabili hanno l’ingresso libero.

«I musei un tempo erano luoghi di tortura, non di benessere dell’anima», dice il sovrintendente Broccoli. «In una mostra la gente deve star bene, trovare un ambiente confortevole, sedersi, bere qualcosa, leggere. Tutto dev’essere ben organizzato, specie per accogliere bambini, disabili, anziani. Stiamo cercando di cambiare mentalità e avvicinarci ai migliori esempi europei».

PERCORSI A MISURA DI BAMBINO

Al museo, oggi, i bambini non sono solo benvenuti, ma ospiti d’onore. A Palazzo Strozzi a Firenze, viene consegnata loro all’ingresso una valigia stile Mary Poppins con l’occorrente per giocare, interagire con la mostra, esplorare: toccano, maneggiano, senza rischi per le opere.

«In tutte le mostre c’è una sala interattiva dedicata ai più giovani», spiega il direttore James Bradburne, canadese, con esperienza trentennale nei musei di mezza Europa. «Rispettiamo le loro competenze, al punto che l’audioguida non è una voce che spiega le opere con linguaggio infantile, ma è fatta per permettere loro di condurre in giro per la mostra i genitori. Diventano loro le guide. L’interazione tra generazioni è fondamentale per la trasmissione della cultura. I percorsi non sono fatti per dividere i membri della famiglia, ma per unirla. I laboratori non sono baby-parking. Si visita con mamma e papà, zii, cugini, nonni. L’emozione che si prova davanti a un quadro va condivisa. Solo così la si ricorderà per sempre».

In molti musei, mentre mamma e papà guardano la mostra, i piccoli sono invitati a creare le loro opere d’arte. Copie in versione baby dei quadri originali. Realtà museale recente (la nuova sede progettata da Mario Botta è del 2002), il Mart, il Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, è all’avanguardia anche in questo. Solo nel 2009 ci sono state 73.800 presenze ai laboratori didattici, tra quelli per le scuole, quelli per le famiglie e quelli specializzati per insegnanti, disabili, carcerati.

«La funzione sociale dell’arte ci sta a cuore», spiega la direttrice Gabriella Belli. «I bimbi, poi, amano l’arte contemporanea più degli adulti. Capiscono segni, astrattismi, linee, in modo empatico, senza pregiudizi. Gli adulti, abituati all’arte figurativa classica, fanno più fatica a capire certi autori».

Da: FC



Epifania

18:35, Jan. 5, 2010 .. Inviato inSpiritualità .. 0 commenti .. Link

Quando lo sguardo di una persona è spento, capiamo subito che è spenta la sua vita, che forse sta provando dolore o che non vede prospettive per il futuro. Quando lo sguardo è luminoso, percepiamo che si sente amata e che la vita le batte in cuore. A tutti quelli che sentono la vita avvolta dalla nebbia della non speranza, a tutti noi che ogni tanto attraversiamo le tenebre della sfiducia, dell'incomprensione, della solitudine, il profeta Isaia indirizza l'invito ad alzarci, a rivestirci della luce che viene da Dio, sicuri che essa, con la nascita di Gesù, brilla su di noi. E ci invita ad alzare lo sguardo intorrno per scorgere gli uomini e le donne che in ogni parte del mondo camminano attratti da questa luce. Lo sguardo si farà allora raggiante, il cuore si dilaterà, le persone diventano capaci di accogliere i doni dei lontani.

 


EPIFANIA FESTA DEL CAMMINO.

I magi, misteriosi scrutatori di stelle, ci raccontano del loro cammino verso la luce. Sono partiti da lontano, carichi della loro sapienza, guidati dalle parole dei profeti, sollecitati da un stella. Si fermano durante il viaggio, chiedono informazioni, poi ripartono, fidandosi solo di un segno. Non così Erode e gli scribi, sicuri tra le mura di Gerusalemme, forti di sapere tutto, custodi del passato, incapaci di muoversi. I magi ci invitano a metterci in cammino, qualunque sia il punto in cui ci troviamo; a ripartire dopo una sosta nella nostra vita di fede; a non smettere di cercare come Dio si riveli a noi, imparando a decifrare le luci che egli ci dona lungo la strada.

EPIFANIA FESTA DI UN DIO BAMBINO CHE SI DONA AL MONDO.

Abituati a guardare in alto, a passare lunghe notti a indagare i misteri del cosmo, i magi, arrivati a Betlemme, devono abbassare lo sguardo. Il re dei giudei che cercano è un bambino. Non sta in cielo, lontano dalla vita degli uomini. Dio si manifesta nella quotidianità della vita, nella grotta di quelle esperienze preziose che sono la nascita di un bimbo, l'amore tra due persone, la passione di chi dona se stesso nel proprio lavoro, ma anche il dolore, la malattia, la perdita. Incontrarlo, contemplarlo, offrirgli ciò che di più prezioso abbiamo, significa accettare la sfida di non essere più quelli di prima. i magi dopo aver trovato Gesù fecero ritorno per un'altra strada. Al loro paese, alla vita di sempre.

Elisa Carrà (Dall'Alba al tramonto)

 

EPIFANIA Accogliere... il meglio

Come invita papa Leone Magno: «La stella ci invita sempre a seguire questo esempio di obbedienza e a sottometterci - per quanto possiamo - a quella grazia che attira tutti gli uomini verso Cristo», e aggiunge: «Carissimi, in questa ricerca dovete aiutarvi reciprocamente».(1) 1 LEONE MAGNO, Sermoni, «Per l'Epifania» 3,1.La festa di oggi è un grande invito ad accogliere il Signore nella carne come il meglio che possiamo sognare e aspettarci dalla vita e fare, per questo, della nostra vita nella carne il meglio che ci è possibile donare. Come i magi che «al vedere la stessa provarono una grandissima gioia» Matteo 2:10 anche noi - come loro - siamo chiamati a riconoscere l'immenso dono ricevuto fino a offrire al «corpo» Efesini 3:6 di Cristo che è l'umanità «in dono oro, incenso e mirra» Matteo 2:11... il meglio che si trovi sulla faccia della terra degli uomini in cui si specchia il cielo di Dio.
Come esorta papa Leone, difensore intrepido della carne assunta dal Verbo per la nostra salvezza, anche noi siamo chiamati ad assumere nella nostra vita questa logica salvifica. Come i magi dovremmo essere capaci di condividere le nostre scoperte, i nostri sogni, i nostri desideri e saper riconoscere quanto tutto ciò è ben più grande di noi: viene prima di noi e ci attende oltre ogni nostro calcolo «astronomico». I magi partono «da oriente a Gerusalemme»
Matteo 2:1 e si recano al tempo del «re Erode» Matteo 2:3. Ciò che per loro è stato motivo di gioia e di desiderio per il re è motivo di turbamento «e con lui tutta Gerusalemme».
Anche noi siamo sempre costretti davanti al «mistero rivelato per mezzo dello Spirito»
Efesini 3:5 a manifestare - questo significa epifania - quanto le «tenebre ricoprono» Isaia 60:2 come una coltre il nostro cuore rendendolo piccolo, pauroso, invidioso, chiuso al «sorgere» Isaia60:3 di una nuova «stella» Matteo 2:2. I magi - coloro che apparentemente sono più lontani da Dio e non solo geograficamente - ci insegnano a essere docili a tutti gli insegnamenti e all'evangelizzazione che ci può venire da coloro che - in modi diversi - si dimostrano nei loro cammini cercatori autentici delle vie della vita. Dai nostri fratelli e sorelle che noi consideriamo come «gentili» Efesini 6:6- e talora con disprezzo - forse possiamo imparare a guardare verso il sorgere di nuovi orizzonti in cui si manifesta il meglio dell'umanità.
E dove l'umanità - simboleggiata dai magi - è capace di dare il meglio di sé non si può che essere sulla strada del «mistero»
Efesini 3:3verso cui «la stella li precedeva» Matteo 2:9.
Ma la stella precedeva i magi perché essi docilmente ne seguivano la luce! Non così per quel piccolo Erode che si annida dentro di noi e che come un semidio - questo significa il suo nome in greco - vuole essere piuttosto seguito che seguire, adorato più che adorare, servito più che servire. Erode non accetta - come noi - di dover continuare il cammino «per un'al tra strada»
Matteo 2:12mentre i magi sono docili fino alla fine e - sotto la guida della stella - continuano il loro viaggio senza pretese né sicurezze. La stella di Betlemme già prefigura la tenebra del Calvario e, nello stesso tempo, preannuncia la «stella del mattino che non conosce tramonto» (Preconio pasquale). Proprio oggi la Chiesa annuncia solennemente la data della festa di Pasqua nella cui luce vediamo ogni luce Salmi 35:10e per il cui adorabile mistero «le tenebre sono come luce»  Salmi 139:12

Fratel Michael Davide



OGGI SE NE PARLEREBBE COSI'

10:53, Dec. 21, 2009 .. Inviato inAttualità .. 0 commenti .. Link

OGGI SE NE PARLEREBBE COSI'

"Trovato neonato in una stalla - La polizia e i servizi sociali indagano" "Arrestati un falegname e una minorenne"



BETLEMME, GIUDEA



L'allarme è scattato nelle prime ore del mattino, grazie alla segnalazione di un comune cittadino che aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla.

Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne. Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi blindati delle forze dell'ordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H. di  Nazareth, ha opposto resistenza, spalleggiato da alcuni pastori e tre  stranieri presenti sul posto. Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono  stati tratti in arresto.

Il Ministero degli Interni e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il Paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero infatti essere degli spacciatori internazionali, dato che erano in possesso di un ingente quantitativo d'oro e di sostanze
presumibilmente illecite. Nel corso del primo interrogatorio in questura gli arrestati hanno riferito di agire in nome di Dio, per cui non si escludono legami con Al Quaeda. Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi.

La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili.

Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi in  contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due. Nel
frattempo, Maria H. è stata ricoverata presso l'ospedale di Betlemme e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche.

Sul suo capo pende l'accusa di maltrattamento e tentativo di abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della donna, che afferma di essere ancora vergine e di aver partorito  il figlio di Dio. Il primario del reparto di Igiene mentale ha dichiarato oggi in
conferenza stampa: "Non sta certo a me dire alla gente a cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a  repentaglio - come in questo caso - la vita di un neonato, allora la persona in questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute sostanze
stupefacenti non migliora certo il  quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguata terapia per un paio di anni, le persone coinvolte - compresi i tre trafficanti di droga - potranno tornare ad inserirsi a pieno titolo nella società."

Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla potrebbero essere consumatori abituali di droghe.

 

Pare infatti che affermino di essere stati costretti a recarsi nella stalla da un uomo molto alto con una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (!), il quale avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato.

 

Un portavoce della sezione antidroga della questura ha così commentato: "Gli effetti delle droghe a volte sono imprevedibili, ma si tratta senz'altro della scusa più assurda che io abbia mai sentito da parte di tossicodipendenti."

 

Natale 2009



LA FEDE IN INTERNET

06:47, Dec. 19, 2009 .. Inviato inMass Media .. 0 commenti .. Link

Scommettiamo che... anzi, no,
scommettiamo e basta!

di Giorgio Banaudi
internauta

 

Visto che lo spam non accenna a diminuire, è interessante notare, se non la sua evoluzione, almeno le sue mode. Sembra seguire ondate cicliche: ci sono le stagioni dei cuori solitari, quelle del ******, poi le mielose lettere della figlia del multimilionario africano che ha pensato bene di affidare i suoi milioni proprio a te! Sotto le feste, ecco crescere il richiamo alle scommesse. Le analisi che controllano queste attività, tra l’illecito e l’insopportabile (Sophos.it pubblica periodicamente un bollettino su spam e rischi telematici), prevedono che tra novembre e dicembre l’attività degli spammer diventerà più intensa: 170-180 miliardi di messaggi al giorno solo per gli Stati Uniti.

Il mondo delle scommesse, dei casinò, della fortuna on line sta crescendo in modo preoccupante; nel 2007 uno dei siti più cliccati in Italia era quello del Superenalotto (10° posto). E il trend di crescita di Lottomatica si muove da anni su terreni positivi e in tanti si rivolgono a questi siti in cerca di e-fortuna.

Tante, troppe persone si lasciano attrarre dal mondo facile delle scommesse on line. L’offerta di siti è ricca e allettante: carte, scommesse, cavalli... tutto dorato e luccicante. La strategia è semplice: si entra in uno di questi siti e si riceve un bonus virtuale da utilizzare nelle prime scommesse. E si vince qualcosina. Una volta esaurito il credito si possono acquistare (ma questa volta con soldi veri) altri bonus e così via. Solitamente, dopo una prima fase di euforia in cui si inseguono le vittorie, si passa alle perdite e a una crisi sempre più profonda e umiliante. Si viene così inseguiti dalle sconfitte e si finisce col credere che solo un colpo di fortuna potrà sistemare tutto. E una scommessa ancora più alta e rischiosa sembrerà l’unica via di uscita. Si è così definitivamente risucchiati nel gorgo.

I saggi se la ridono e commentano che tutte le scommesse, sempre, sono un metodo vigliaccamente geniale per esigere una tassa sull’imbecillità, visto che l’unico a guadagnarci è sempre chi regge il banco. Chi vi resta invischiato cade in una vera e propria dipendenza, destabilizzante sul piano emotivo, familiare e sociale.

Stanno nascendo cure per questo, anche in Rete. Al Gemelli (www.policlinicogemelli.it) è sorto, a ottobre, un ambulatorio dedicato ai disordini legati a internet e numerose sono le risorse on line, come Nodipendenza.com che offre un test per saggiare quanto siamo affondati nella palude del gioco e segnala utili link. Persino il Miur si è mosso, con unavitaingioco.it, per fornire consigli soprattutto ai giovani, fascia a rischio. E anche il sito dei Monopoli di Stato (www.aams.it) mette in guardia contro i pericoli di una eccessiva esposizione, anche se poi il suo fatturato cresce del 15 per cento.

Giorgio Banaudi

Da: Jesus



Lettera di Natale

06:53, Nov. 24, 2009 .. Inviato inSpiritualità .. 0 commenti .. Link

Per te Dio si è fatto bambino

Si avvicina la grande festa del S. Natale e, come è ormai consuetudine, desidero rivolgermi a voi per raccontarvi una storia semplice, antica e, allo stesso tempo, quotidiana : la storia affascinante di un Bambino. Questo Bambino è Gesù, il Figlio di Dio, il Dio con noi. E' una storia d'amore. In essa tutto trova un senso! La vita e la gioia, le difficoltà e i sacrifici ed anche la morte. E' una storia che la Chiesa, comunità dei discepoli di Gesù, continua a narrare e far rivivere nell'Eucaristia, nei Sacramenti, nell'anno liturgico. E' una storia che può essere rivissuta in ogni famiglia, che con il dono dello Spirito Santo, vive nell'Amore. Un papà e una mamma con l'aiuto del fratellino maggiore raccontano al piccolo di casa un evento senza
tempo, che accadde nel tempo. Dio Padre ha inviato suo Figlio Gesù nella nostra umanità come un bambino, per indicarci che sono i piccoli, i bambini, i primi nella mente e nel cuore di Dio. Egli è venuto come dono gratuito, grazie al sì di Maria, affinché anche noi potessimo vivere la vita di Dio, mettendo a disposizione dei fratelli i nostri doni, le nostre capacità, tutto ciò che abbiamo ricevuto. Si è grandi ed importanti solo se si sa mettere a disposizione dei fratelli, specie dei più deboli, i nostri talenti. Vi invio questa lettera e questo racconto come il mio regalo per il S. Natale. Leggetela con la vostra famiglia e ricordate che vi sono vicino e prego per ciascuno di voi.

Buon Natale Card. Angelo Bagnasco

Per te Dio si è fatto bambino



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