Vitanelcuore

Vitanelcuore

Quaresima 2010

10:20, Feb. 22, 2010 .. Inviato inSpiritualità .. 0 commenti .. Link

La Quaresima, occasione per cercare negli altri il volto di Dio

 

“Nei volti cerco il tuo Volto” è il titolo del Messaggio che l'Arcivescovo Vincenzo Pelvi, Ordinario militare per l'Italia, ha inviato ai militari per la Quaresima 2010.

Quello quaresimale, afferma nel testo, è un “tempo di grazia, per cercare e contemplare, da uomini retti, la luce del volto di Dio”.

Il volto, constata, “è l’espressione per eccellenza della persona, ciò che la rende riconoscibile e da cui traspaiono sentimenti, pensieri, intenzioni del cuore”.

“Dio, invisibile per natura, nella sua benevolenza ha rivelato il suo volto” e “ha preso un volto umano, lasciandosi vedere e riconoscere in Gesù Cristo, Volto da fissare nei tanti volti della nostra Quaresima”.

Deserto e monte

Nel suo Messaggio, monsignor Pelvi spiega che nell'itinerario quaresimale si aprono “due scenari non usuali per la nostra voglia di immaginare: il deserto e il monte”.

Nelle prime due domeniche, infatti, “c’è un invito a meditare il 'volto della prova' e il 'volto della gloria', il deserto della tentazione e il monte della trasfigurazione”.

Nelle tre prove di Gesù, osserva l'Arcivescovo, “sono sintetizzate le prove di ogni uomo che vive sulla terra”.

“La tentazione del pane, del potere e dell’idolatria accompagnano i nostri giorni, immagine dei giorni di Cristo; le sue tentazioni sono il volto delle nostre e noi in lui possiamo superarle”.

L’uomo “è chiamato a salire sul monte, diventare trasparenza della gloria, persona dal volto luminoso, trasfigurato dall’incontro con Colui che è totalmente Altro”.

La forza della conversione

“Tra il volto della lotta e il volto della meta, tra la fatica dell’esodo e la vetta della Pasqua si snoda il 'volto della conversione' (terza domenica), quello del perdono (quarta domenica) e della misericordia (quinta domenica)”, prosegue il Messaggio dell'Ordinario militare.

“La conversione diviene rinnovata fiducia di un Dio paziente che dissoda il terreno di un albero senza frutto e quotidianamente lo concima”.

In Gesù, “Dio per primo si converte all’uomo, gli va incontro, perché ritorni a desiderare il suo Volto”.

“Il vero ostacolo alla conversione, al ritorno al Signore con tutto il cuore”, sottolinea il presule, è “l’io, presuntuoso e ribelle”.

Il volto del padre

Il volto di Dio che Gesù rivela, sottolinea monsignor Pelvi, “non è di un padrone, ma di un padre che fa festa quando ritrova il figlio che accetta di lasciarsi vestire dalle vesti più belle, di ricevere l’anello al dito e di calzare i sandali dell’uomo libero”.

“Nel riconoscersi con un volto di figlio nel Figlio si riscopre il senso di una vita bella e serena, proiettata in un orizzonte di speranza. È la vittoria sulla morte della solitudine, della noia, dell’indifferenza e del peccato; è l’incontro della miseria con il Volto della misericordia”.

“Abbiamo l’annuncio della vita nuova che Dio, in Gesù definitivamente semina nel cuore dell’umanità, non più schiava e nascosta dietro una maschera per proteggersi, ma ospitale con l’Altro e con gli altri”.

“Dio traccia i lineamenti del volto umano, perché il mondo cresca in armonia e pace”.

Riconoscere i fratelli

Se “abbiamo l’Eterno nell’animo”, dichiara l'Ordinario militare, “siamo in grado di cogliere nel volto dell’altro un fratello in umanità, non un mezzo ma un fine, non un rivale ma un altro me stesso, una sfaccettatura, la somiglianza divina del mistero umano”.

La nostra percezione del mondo, e in particolare dei nostri simili, dipende infatti soprattutto dalla presenza in noi dell’immagine di Dio.

“E’ una sorta di risonanza: chi ha il cuore vuoto, non percepisce che immagini piatte, prive di spessore. Più, invece, noi siamo abitati da Dio, e più diventiamo sensibili nel riconoscere la sua presenza nel volto del povero, dell’affamato, del sofferente, imparando a donare e sfamare, consolare e accogliere”.

In questo contesto, la Quaresima è un tempo favorevole per la santificazione.

“Lo è per ogni battezzato e a maggior ragione per noi sacerdoti chiamati a celebrare ogni giorno ciò che viviamo e a vivere ciò che celebriamo”, ha riconosciuto.

Per questo, ha chiesto nell'Anno Sacerdotale a Gesù Buon Pastore “la grazia di impegnarci perché il suo Volto sia onorato e riconosciuto ovunque, soprattutto nel volto di chi soffre e di chi promuove ogni forma di carità e giustizia con coraggio e coerenza”.

“Apprenderemo come si è amati e come si ama, dove si trova la conversione, il perdono e la misericordia e come si diviene costruttori di quella Verità, che da lui si irradia e a lui conduce”, conclude.


ROMA, venerdì, 19 febbraio 2010 (ZENIT.org).-



Epifania

18:35, Jan. 5, 2010 .. Inviato inSpiritualità .. 0 commenti .. Link

Quando lo sguardo di una persona è spento, capiamo subito che è spenta la sua vita, che forse sta provando dolore o che non vede prospettive per il futuro. Quando lo sguardo è luminoso, percepiamo che si sente amata e che la vita le batte in cuore. A tutti quelli che sentono la vita avvolta dalla nebbia della non speranza, a tutti noi che ogni tanto attraversiamo le tenebre della sfiducia, dell'incomprensione, della solitudine, il profeta Isaia indirizza l'invito ad alzarci, a rivestirci della luce che viene da Dio, sicuri che essa, con la nascita di Gesù, brilla su di noi. E ci invita ad alzare lo sguardo intorrno per scorgere gli uomini e le donne che in ogni parte del mondo camminano attratti da questa luce. Lo sguardo si farà allora raggiante, il cuore si dilaterà, le persone diventano capaci di accogliere i doni dei lontani.

 


EPIFANIA FESTA DEL CAMMINO.

I magi, misteriosi scrutatori di stelle, ci raccontano del loro cammino verso la luce. Sono partiti da lontano, carichi della loro sapienza, guidati dalle parole dei profeti, sollecitati da un stella. Si fermano durante il viaggio, chiedono informazioni, poi ripartono, fidandosi solo di un segno. Non così Erode e gli scribi, sicuri tra le mura di Gerusalemme, forti di sapere tutto, custodi del passato, incapaci di muoversi. I magi ci invitano a metterci in cammino, qualunque sia il punto in cui ci troviamo; a ripartire dopo una sosta nella nostra vita di fede; a non smettere di cercare come Dio si riveli a noi, imparando a decifrare le luci che egli ci dona lungo la strada.

EPIFANIA FESTA DI UN DIO BAMBINO CHE SI DONA AL MONDO.

Abituati a guardare in alto, a passare lunghe notti a indagare i misteri del cosmo, i magi, arrivati a Betlemme, devono abbassare lo sguardo. Il re dei giudei che cercano è un bambino. Non sta in cielo, lontano dalla vita degli uomini. Dio si manifesta nella quotidianità della vita, nella grotta di quelle esperienze preziose che sono la nascita di un bimbo, l'amore tra due persone, la passione di chi dona se stesso nel proprio lavoro, ma anche il dolore, la malattia, la perdita. Incontrarlo, contemplarlo, offrirgli ciò che di più prezioso abbiamo, significa accettare la sfida di non essere più quelli di prima. i magi dopo aver trovato Gesù fecero ritorno per un'altra strada. Al loro paese, alla vita di sempre.

Elisa Carrà (Dall'Alba al tramonto)

 

EPIFANIA Accogliere... il meglio

Come invita papa Leone Magno: «La stella ci invita sempre a seguire questo esempio di obbedienza e a sottometterci - per quanto possiamo - a quella grazia che attira tutti gli uomini verso Cristo», e aggiunge: «Carissimi, in questa ricerca dovete aiutarvi reciprocamente».(1) 1 LEONE MAGNO, Sermoni, «Per l'Epifania» 3,1.La festa di oggi è un grande invito ad accogliere il Signore nella carne come il meglio che possiamo sognare e aspettarci dalla vita e fare, per questo, della nostra vita nella carne il meglio che ci è possibile donare. Come i magi che «al vedere la stessa provarono una grandissima gioia» Matteo 2:10 anche noi - come loro - siamo chiamati a riconoscere l'immenso dono ricevuto fino a offrire al «corpo» Efesini 3:6 di Cristo che è l'umanità «in dono oro, incenso e mirra» Matteo 2:11... il meglio che si trovi sulla faccia della terra degli uomini in cui si specchia il cielo di Dio.
Come esorta papa Leone, difensore intrepido della carne assunta dal Verbo per la nostra salvezza, anche noi siamo chiamati ad assumere nella nostra vita questa logica salvifica. Come i magi dovremmo essere capaci di condividere le nostre scoperte, i nostri sogni, i nostri desideri e saper riconoscere quanto tutto ciò è ben più grande di noi: viene prima di noi e ci attende oltre ogni nostro calcolo «astronomico». I magi partono «da oriente a Gerusalemme»
Matteo 2:1 e si recano al tempo del «re Erode» Matteo 2:3. Ciò che per loro è stato motivo di gioia e di desiderio per il re è motivo di turbamento «e con lui tutta Gerusalemme».
Anche noi siamo sempre costretti davanti al «mistero rivelato per mezzo dello Spirito»
Efesini 3:5 a manifestare - questo significa epifania - quanto le «tenebre ricoprono» Isaia 60:2 come una coltre il nostro cuore rendendolo piccolo, pauroso, invidioso, chiuso al «sorgere» Isaia60:3 di una nuova «stella» Matteo 2:2. I magi - coloro che apparentemente sono più lontani da Dio e non solo geograficamente - ci insegnano a essere docili a tutti gli insegnamenti e all'evangelizzazione che ci può venire da coloro che - in modi diversi - si dimostrano nei loro cammini cercatori autentici delle vie della vita. Dai nostri fratelli e sorelle che noi consideriamo come «gentili» Efesini 6:6- e talora con disprezzo - forse possiamo imparare a guardare verso il sorgere di nuovi orizzonti in cui si manifesta il meglio dell'umanità.
E dove l'umanità - simboleggiata dai magi - è capace di dare il meglio di sé non si può che essere sulla strada del «mistero»
Efesini 3:3verso cui «la stella li precedeva» Matteo 2:9.
Ma la stella precedeva i magi perché essi docilmente ne seguivano la luce! Non così per quel piccolo Erode che si annida dentro di noi e che come un semidio - questo significa il suo nome in greco - vuole essere piuttosto seguito che seguire, adorato più che adorare, servito più che servire. Erode non accetta - come noi - di dover continuare il cammino «per un'al tra strada»
Matteo 2:12mentre i magi sono docili fino alla fine e - sotto la guida della stella - continuano il loro viaggio senza pretese né sicurezze. La stella di Betlemme già prefigura la tenebra del Calvario e, nello stesso tempo, preannuncia la «stella del mattino che non conosce tramonto» (Preconio pasquale). Proprio oggi la Chiesa annuncia solennemente la data della festa di Pasqua nella cui luce vediamo ogni luce Salmi 35:10e per il cui adorabile mistero «le tenebre sono come luce»  Salmi 139:12

Fratel Michael Davide



Lettera di Natale

06:53, Nov. 24, 2009 .. Inviato inSpiritualità .. 0 commenti .. Link

Per te Dio si è fatto bambino

Si avvicina la grande festa del S. Natale e, come è ormai consuetudine, desidero rivolgermi a voi per raccontarvi una storia semplice, antica e, allo stesso tempo, quotidiana : la storia affascinante di un Bambino. Questo Bambino è Gesù, il Figlio di Dio, il Dio con noi. E' una storia d'amore. In essa tutto trova un senso! La vita e la gioia, le difficoltà e i sacrifici ed anche la morte. E' una storia che la Chiesa, comunità dei discepoli di Gesù, continua a narrare e far rivivere nell'Eucaristia, nei Sacramenti, nell'anno liturgico. E' una storia che può essere rivissuta in ogni famiglia, che con il dono dello Spirito Santo, vive nell'Amore. Un papà e una mamma con l'aiuto del fratellino maggiore raccontano al piccolo di casa un evento senza
tempo, che accadde nel tempo. Dio Padre ha inviato suo Figlio Gesù nella nostra umanità come un bambino, per indicarci che sono i piccoli, i bambini, i primi nella mente e nel cuore di Dio. Egli è venuto come dono gratuito, grazie al sì di Maria, affinché anche noi potessimo vivere la vita di Dio, mettendo a disposizione dei fratelli i nostri doni, le nostre capacità, tutto ciò che abbiamo ricevuto. Si è grandi ed importanti solo se si sa mettere a disposizione dei fratelli, specie dei più deboli, i nostri talenti. Vi invio questa lettera e questo racconto come il mio regalo per il S. Natale. Leggetela con la vostra famiglia e ricordate che vi sono vicino e prego per ciascuno di voi.

Buon Natale Card. Angelo Bagnasco

Per te Dio si è fatto bambino



Va', vendi quello che hai...

09:15, Oct. 11, 2009 .. Inviato inSpiritualità .. 0 commenti .. Link

LA PAROLA di Dio è provocazione, pioggia che feconda, rivelazione! Possiamo dire di averla davvero compresa e accolta,Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. se ci lasciamo da essa convincere a metterla in pratica nella nostra vita. La sua forza di provocazione la vediamo all’opera in quell’ambito tragico per l’uomo che sono le ricchezze. Il re Salomone ha chiesto a Dio la sapienza, preferibile alla salute, alla ricchezza, alla potenza, all’onore. Un dono che gli è stato concesso e per il quale ora ringrazia l’Onnipotente (I Lettura).

Il passo della lettera agli Ebrei (II Lettura) paragona la parola di Dio a una spada affilata, che penetra nel profondo dell’anima, mettendo a nudo i cuori. Essa contesta l’uomo e la sua condotta, ma non per condannarlo bensì per invitarlo a cambiare vita. Un giovane ricco si presenta a Gesù per chiedergli di indicargli la strada per avere in eredità la vita eterna (Vangelo). Il Maestro divino, collegandosi all’esigenza del distacco dalle ricchezze, celebra la bellezza e la gioia della pura donazione al servizio del Vangelo. I beni materiali, posseduti in abbondanza, impediscono di rispondere all’invito a seguire Cristo.Domenico Brandolino

 

Nella Terra di Gesù / 14

IL VIAGGIO A GERUSALEMME
Nell’imminenza della Pasqua

 

TUTTI gli evangelisti annunciano e descrivono l’ultimo viaggio di Gesù a Gerusalemme, anzi Matteo e Marco ricordano solo questo viaggio fatto nell’imminenza dell’ultima Pasqua che egli avrebbe celebrato con i suoi. Un evangelista però dà grande rilievo a questo viaggio, nel senso che vi inserisce oltre un terzo del suo vangelo. Il viaggio diventa così una specie di parabola in se stesso per il significato che assume.

La chiesa di san Lazzaro in Betania, Israele.
La chiesa di san Lazzaro in Betania, Israele (foto Andorno).

Si tratta di Luca che al versetto 9,51 del suo vangelo annuncia, con una certa solennità, che Gesù decide di andare a Gerusalemme. Luca utilizza questo viaggio per inserire lungo il percorso vari episodi e miracoli, una dozzina di parabole tra le più belle e conosciute, (il figlio prodigo, il buon samaritano) e tanti insegnamenti di Gesù, che egli ha raccolte nelle ricerche fatte prima di stendere il suo vangelo (Luca 1,3), per cui il viaggio diventa una scuola continua del Maestro che non solo insegna, ma attira i discepoli a seguirlo anche nella passione redentrice e nella risurrezione.

Fino a 9,51 Luca aveva seguito, più o meno, il racconto di Marco come traccia, riprende a seguirlo al c. 18,14, mentre il viaggio prosegue ancora per poco perché Gesù è già in vista di Gerusalemme. Antonio Girlanda, biblista

 

da: La Domenica

 



Per me il vivere é Cristo

16:29, Sep. 24, 2009 .. Inviato inSpiritualità .. 0 commenti .. Link

Published by Colacrai,

 

Molti marosi e minacciose tempeste ci sovrastano, ma non abbiamo paura di essere sommersi, perché siamo fondati sulla roccia. Infuri pure il mare, non potrà sgretolare la roccia. S’innalzino pure le onde, non potranno affondare la navicella di Gesù. Cosa, dunque, dovremmo temere? La morte? «Per me il vivere é Cristo e il morire un guadagno» (Fil 1, 21). Allora l’esilio? «Del Signore é la terra e quanto contiene» (Sal 23, 1). La confisca de beni? «Non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via» (1 Tm 6, 7). Disprezzo le potenze di questo mondo e i suoi beni mi fanno ridere. Non temo la povertà, non bramo ricchezze non temo la morte, né desidero vivere, se non per il vostro bene. E’ per questo motivo che ricordo le vicende attuali e vi prego di non perdere la fiducia.

Non senti il Signore che dice: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro»? (Mt 18, 20). E non sarà presente là dove si trova un popolo così numeroso, unito dai vincoli della carità? Mi appoggio forse sulle mie forze? No, perché ho il suo pegno, ho con me la sua parola: questa é il mio bastone, la mia sicurezza, il mio porto tranquillo. Anche se tutto il mondo é sconvolto, ho tra le mani la sua Scrittura, leggo, la sua parola. Essa é la mia sicurezza e la mia difesa. Egli dice: «Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20)- Cristo é con me, di chi avrò paura? Anche se si alzano contro di me i cavalloni di tutti i mari o il furore dei principi, tutto questo per me vale di meno di semplici ragnatele. Se la vostra carità non mi avesse trattenuto, non avrei indugiato un istante a partire per altra destinazione oggi stesso. Ripeto sempre: «Signore, sia fatta la tua volontà» (Mt 26, 42). Fraò quello che vuoi tu, non quello che vuole il tale o il tal altro. Questa é la mia torre, questa la pietra inamovibile, il bastone del mio sicuro appoggio. Se Dio vuole quetso, bene! Se vuole ch’io rimanga, lo ringrazio. Dovunque mi vorrà, gli rendo grazie.

Dove sono io, là ci siete anche voi. Dove siete voi, ci sono anch’io. Noi siamo un solo corpo e non si separa il capo dal corpo, né il corpo dal capo. Anche se siamo distanti, siamo uniti dalla carità; anzi neppure la morte ci può separare. Il corpo morrà, l’anima tuttavia vivrà e si ricorderà del popolo. Voi siete i miei concittadini, i miei genitori, i miei fratelli, i miei figli, le mie membra, il mio corpo, la mia luce, più amabile della luce del giorno. Il raggio solare può recarmi qualcosa di più giocondo della vostra carità? Il raggio mi é utile nella vita presente, ma la vostra carità mi intreccia la corona per la vita futura.(Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo, Prima dell’esilio, nn. 1-3; PG 52, 427*-430).

 

da: Paulus web



{ Ultima pagina } { Page 1 of 7 } { Prossima pagina }

About Me

Home
Il mio profilo
Archivi
Amici
Album fotografico



Collegamenti

Famiglia Paolina
Vivinellagioia
Peaceandlove
Dizionario online
Bibbia
Liturgia delle ore - audio
Vaticano
Siticattolici
Noicattolici
Foto dig.più grande del..
Webcam diretta Lourdes
Benedetta B.Porro
Accendi una candela a Maria
Cappella virtuale
Nuovo mensile su S.Paolo
Capela Virtual paulinas
Riviste Paoline
Anno Paolino
Paolo di Tarso
Bibliografia su S.Paolo
Pj-online
Giornalino online giochi
Paulus Web

Categorie

Spiritualità
Racconti
Poesie
Fiabe
Libri
Mass Media
Attualità

Contenuti recenti

Quaresima 2010
Apertura Museo
Costume
Epifania
OGGI SE NE PARLEREBBE COSI'

24800 RICETTE gratis

Termini da ricercare:

Dove fare la ricerca:





24.800 RICETTE

Ricerca per Portata


Statistiche