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Vitanelcuore

Nuovo tipo di tumore al seno

Inviato da Rita
22:30, 9/03/2010 .. Inviato in Medicina .. Link

Con la preghiera di trasmettere questo messaggio a tutte le donne che conoscete...

A vostra madre, alle vostre figlie, alle sorelle, alle zie, alle amiche, ecc.

A novembre dell'anno scorso è stato scoperto un nuovo tipo di tumore al seno. Una donna ha visto apparire su uno dei suoi seni un'eruzione cutanea che assomigliava a quelle che appaiono talvolta sui seni delle neo-mamme che allattano.
Poiché la sua mammografia non aveva riscontrato alcun problema, il medico le ha prescritto degli antibiotici per trattare la presunta infezione. Dopo avere terminato la cura prescritta per due volte, l'eruzione ha continuato ad aggravarsi ed il medico le ha prescritto una nuova mammografia, che ha rilevato la presenza di una massa.

Una biopsia ha permesso di scoprire l'esistenza di un tumore molto maligno. La donna ha intrapreso un ciclo di chemioterapia per ridurre la grandezza del tumore. Ha successivamente subito una mastectomia, seguita da un'altra chemioterapia completa seguita da una radioterapia. Nel giro di 9 mesi di trattamento, il tumore era sparito.

Durante l'anno successivo, essa ha vissuto ogni suo giorno al massimo. Il tumore è riapparso nella regione del fegato. La signora ha subito 4 trattamenti e successivamente ha deciso di non sottoporsi più alla chemioterapia, poiché sminuiva la qualità della sua vita. Ha goduto pienamente dei 5 mesi che le restavano da vivere ed ha pianificato ogni dettaglio dei suoi ultimi giorni. Ha avuto bisogno di morfina per qualche tempo, per sopportare il dolore e, in seguito, è deceduta. Ha lasciato il seguente messaggio ed ha chiesto che venga trasmesso a tutte le donne del mondo:

Donne, FATE MOLTA ATTENZIONE se notate che ci sia qualcosa di anormale in relazione ai vostri seni ed insistete per ottenere un trattamento che sia più rapido possibile.

La malattia di Paget della  mammella colpisce il capezzolo: si tratta di una forma rara di tumore del seno che appare all'esterno della mammella, fra il capezzolo e l'areola. Ciò che in un primo momento può sembrare un'eruzione cutanea, si trasforma in seguito in una lesione, intorno alla quale si forma una crosta. Non avrei mai pensato che potesse trattarsi di un tumore al seno, ma, di fatto, era proprio così. Non ho constatato niente di anormale sul capezzolo, ma l'eruzione mi disturbava e quindi ho deciso di consultare il medico.

A volte sentivo un prurito e del dolore, ma niente più di questo. Era brutto e seccante e non riuscivo a sbarazzarmi di questa ferita con le creme prescritte dal medico, e neanche con le creme che mi aveva prescritto il dermatologo per trattare la dermatite che avevo avuto agli occhi poco prima dell'apparizione del tumore. I medici si sono mostrati un po' inquieti, ma non mi hanno mai avvertito che potesse trattarsi di tumore.

Credo che poche donne sappiano che una lesione o una eruzione cutanea sul capezzolo o l'areola possano voler dire CANCRO AL SENO. Il mio è cominciato con un semplice punto rosso sull'areola. Uno dei danni più grandi con la malattia di Paget è che i sintomi sembrano insignificanti. Le donne pensano troppo spesso che si tratti solamente di un'eruzione o di un'infezione cutanea, con il risultato che tardano a consultare un medico e a intraprendere un trattamento.

Quali sono i sintomi?

1. Un rossore persistente, una trasudazione o la formazione di una crosta sul capezzolo che provoca un prurito o una sensazione di forte calore. Come ho già detto, io non ho sentito molto prurito o forte calore, non ho avuto trasudazione, per quanto io sappia, ma in effetti si è formata una crosta intorno al bordo del capezzolo, da una parte.

2. Un puntino sul capezzolo che non guarisce. Io avevo un puntino sull'areola e un gonfiore biancastro al centro del capezzolo.

3. In generale, viene colpito solo un capezzolo. Come viene diagnosticato il tumore? Se il medico che vi visita constata un'anomalia, dovrebbe proporvi di fare immediatamente una mammografia di entrambi i seni. Anche se un rossore, un prurito o la formazione di una crosta possono somigliare ad una dermatite, il medico dovrebbe sospettare la presenza di un tumore se il problema tocca solo uno dei due seni. Dovrebbe chiedere una biopsia del tessuto infettato per stabilire con certezza la diagnosi.

Il mio tumore al seno si è propagato e delle metastasi si sono presentate nelle ossa, anche se ho ricevuto delle mega dosi di trattamenti chemioterapici, 28 trattamenti di radioterapia e del tamoxifene. Se il mio tumore al seno fosse stato diagnosticato più velocemente, forse non si sarebbe propagato...

Rodica Guerrieri



Crepes con carote e zucchine

Inviato da Rita
22:48, 19/02/2010 .. Inviato in LE MIE RICETTE .. Link







foto Rita Palumbo




Da diffondere: Protezione civile Roma informa

Inviato da Rita
23:40, 17/02/2010 .. Inviato in Emergenze .. Link
DA INOLTRARE A TUTTI I VOSTRI CONTATTI

E' UN SERVIZIO SOCIALMENTE UTILE PER IL SOCCORSO A PERSONA.
OGNI CONTATTO  DEVE PROMUOVERE QUANTO SOTTO DESCRITTO CHE A LORO VOLTA LO INVIANO AI LORO CONTATTI.
(basta fare copia e incolla )


Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto spesso, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile, ma gli operatori non sanno chi contattare tra la lista interminabile dei numeri salvati nella rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (In Case of Emergency). E' sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona che operatori delle ambulanze, polizia, pompieri o primi soccorritori potrebbero contattare.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare la definizione ICE1, ICE2, ICE3, etc....
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.
E' una buona idea ed è anche promossa dalle autorità preposte al soccorso.
Fate circolare la notizia in modo che questo comportamento diventi un'abitudine diffusa.
Protezione Civile Roma                                                                                                                                                                                                                   www.rnsroma.it




A un fiore reciso....

Inviato da Rita
23:35, 31/01/2010 .. Inviato in Stati di animo .. Link



Il dolore e il grido

Inviato da Rita
23:31, 15/01/2010 .. Inviato in Emergenze .. Link



E noi apriamo le nostre palme vuote
La tragedia di Haiti lascia senza fiato. Gigantesca. Più di quanto si immaginava. Il numero delle vittime imprecisato, si parla di decine e decine di migliaia. In una parte di un’isola già povera e provata da miseria e fatica di vivere, si è abbattuta una sventura che lascia attoniti. Come se a sventura si aggiungesse sventura in un baratro senza fondo. Haiti, nome esotico e di buia miseria. Nome di terra lontana. Di popolo provato e povero. E il fiato non si sa dove prenderlo. Se metti la faccia tra le mani, il respiro non torna. E se anche ti volti da un’altra parte, il respiro non torna. E se ancora maledici i terremoti, non torna. Come non tornano le decine di migliaia di innocenti. I bambini e le donne. Come non tornano i sepolti vivi.

Un raddoppiamento di male. Di sventura. Un raddoppiamento di catastrofe. Una insistenza del dolore e della mancanza di fiato. Come se nessun "perché" gridato in faccia a nessuno e nemmeno gridato in faccia al cielo potesse esaurire lo sconforto, e la durezza che impietrisce davanti al disastro e alle immagini di disastro. Nessun "perché" rigirato nelle mani, nessuna domanda ricacciata in gola, può esaurire l’inquietudine. Una doppia ingiustizia. Una moltiplicata sventura. Anche il cuore più sordo sente il grido di questa sventura. Anche il cuore più duro si crepa davanti alla morte che domina così apertamente, così sfacciatamente. Anche l’anima che non sospira mai, sente il fiato che si tira. Il fiato che non arriva. Il fiato che si rompe.

Quasi non si arriva nemmeno alla domanda, lecita, urgente di cosa si può fare, di fronte a questa tragedia. Quasi non si arriva a formulare nessuna domanda su cosa fare, perché si rimane inchiodati a una domanda più forte, più radicale: cosa possiamo essere? Sì, insomma, cosa si è, cosa è essere uomini davanti a questi eventi? Perché sembra quasi che ogni forza nostra, ogni umana dignità siano annullate. Radiate. Come se esser uomini davanti a tali tragedie sia quasi una cosa grottesca. Tappi di sughero nel mare in tempesta. Formiche in balìa della strage, come diceva Leopardi di fronte al Vesuvio sterminatore.

Da dove riprendere fiato, umanità, dignità davanti a tale strage? Non c’è altra possibilità: davanti a questo genere di cose, o si prega o si maledice Dio. O si è credenti o si diventa contro Dio. Una delle due. E se il cristiano dice di esser quello che prega, invece di esser l’uomo che maledice, non lo fa per sentimentalismo. Non lo fa per comodità. Anzi, è più scomodo. Molto più scomodo. Ma più vero. Perché quando il mistero della vita sovrasta – nella sventura come nelle grandi gioie – è più vero aprire le palme vuote, o piene di calcinacci o di sangue dei fratelli e dire: tienili nelle tue braccia. Tienili nel Tuo cuore. Perché noi non riusciamo a conservare nemmeno ciò che amiamo. Perché la vita è più grande di noi, ci eccede da ogni parte, e la morte è un momento di eccedenza della vita. Un momento in cui la vita tocca fisicamente il suo mistero.

La natura non è Dio. In natura esistono anche i disastri. Come gli spettacoli e gli incanti. Ma la natura non è Dio. Non preghiamo la natura, che ha pregi e difetti, come ogni creatura. Preghiamo Dio creatore di abbracciare il destino delle vittime. Il destino triste di questi fratelli. Che valgono per Lui come il più ricco re morto anziano e sereno nel proprio letto. Che ci ricordano, nel loro dolore, che non siamo padroni del destino.
Davide Rondoni




Haiti: dona 2 euro con un sms al numero 48541
Per donare 2 euro a Haiti si puo' imviare un SMS al numero 48541 da cellulari Tim e Vodafone e da rete fissa Telecom Italia. Campagna promossa da Agire, l'agenzia italiana in risposta alle emergenze


C/C POSTALE N. 347013
specificando nella causale: Emergenza terremoto Haiti

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
- UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma
Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119

- Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma
Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012

- Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113

- CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06
66177001 (orario d'ufficio).



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