Vitanelcuore | |||||
EpifaniaQuando lo sguardo di una persona è spento, capiamo subito che è spenta la sua vita, che forse sta provando dolore o che non vede prospettive per il futuro. Quando lo sguardo è luminoso, percepiamo che si sente amata e che la vita le batte in cuore. A tutti quelli che sentono la vita avvolta dalla nebbia della non speranza, a tutti noi che ogni tanto attraversiamo le tenebre della sfiducia, dell'incomprensione, della solitudine, il profeta Isaia indirizza l'invito ad alzarci, a rivestirci della luce che viene da Dio, sicuri che essa, con la nascita di Gesù, brilla su di noi. E ci invita ad alzare lo sguardo intorrno per scorgere gli uomini e le donne che in ogni parte del mondo camminano attratti da questa luce. Lo sguardo si farà allora raggiante, il cuore si dilaterà, le persone diventano capaci di accogliere i doni dei lontani.
I magi, misteriosi scrutatori di stelle, ci raccontano del loro cammino verso la luce. Sono partiti da lontano, carichi della loro sapienza, guidati dalle parole dei profeti, sollecitati da un stella. Si fermano durante il viaggio, chiedono informazioni, poi ripartono, fidandosi solo di un segno. Non così Erode e gli scribi, sicuri tra le mura di Gerusalemme, forti di sapere tutto, custodi del passato, incapaci di muoversi. I magi ci invitano a metterci in cammino, qualunque sia il punto in cui ci troviamo; a ripartire dopo una sosta nella nostra vita di fede; a non smettere di cercare come Dio si riveli a noi, imparando a decifrare le luci che egli ci dona lungo la strada. EPIFANIA FESTA DI UN DIO BAMBINO CHE SI DONA AL MONDO. Abituati a guardare in alto, a passare lunghe notti a indagare i misteri del cosmo, i magi, arrivati a Betlemme, devono abbassare lo sguardo. Il re dei giudei che cercano è un bambino. Non sta in cielo, lontano dalla vita degli uomini. Dio si manifesta nella quotidianità della vita, nella grotta di quelle esperienze preziose che sono la nascita di un bimbo, l'amore tra due persone, la passione di chi dona se stesso nel proprio lavoro, ma anche il dolore, la malattia, la perdita. Incontrarlo, contemplarlo, offrirgli ciò che di più prezioso abbiamo, significa accettare la sfida di non essere più quelli di prima. i magi dopo aver trovato Gesù fecero ritorno per un'altra strada. Al loro paese, alla vita di sempre. Elisa Carrà (Dall'Alba al tramonto)
EPIFANIA Accogliere... il meglio Come invita papa Leone Magno: «La stella ci invita sempre a seguire questo esempio di obbedienza e a sottometterci - per quanto possiamo - a quella grazia che attira tutti gli uomini verso Cristo», e aggiunge: «Carissimi, in questa ricerca dovete aiutarvi reciprocamente».(1) 1 LEONE MAGNO, Sermoni, «Per l'Epifania» 3,1.La festa di oggi è un grande invito ad accogliere il Signore nella carne come il meglio che possiamo sognare e aspettarci dalla vita e fare, per questo, della nostra vita nella carne il meglio che ci è possibile donare. Come i magi che «al vedere la stessa provarono una grandissima gioia» Matteo 2:10 anche noi - come loro - siamo chiamati a riconoscere l'immenso dono ricevuto fino a offrire al «corpo» Efesini 3:6 di Cristo che è l'umanità «in dono oro, incenso e mirra» Matteo 2:11... il meglio che si trovi sulla faccia della terra degli uomini in cui si specchia il cielo di Dio. Fratel Michael Davide OGGI SE NE PARLEREBBE COSI'OGGI SE NE PARLEREBBE COSI'
BETLEMME, GIUDEA Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne. Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi blindati delle forze dell'ordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H. di Nazareth, ha opposto resistenza, spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto. Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti in arresto. Il Ministero degli Interni e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il Paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero infatti essere degli spacciatori internazionali, dato che erano in possesso di un ingente quantitativo d'oro e di sostanze presumibilmente illecite. Nel corso del primo interrogatorio in questura gli arrestati hanno riferito di agire in nome di Dio, per cui non si escludono legami con Al Quaeda. Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi. La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili. Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due. Nel frattempo, Maria H. è stata ricoverata presso l'ospedale di Betlemme e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche. Sul suo capo pende l'accusa di maltrattamento e tentativo di abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della donna, che afferma di essere ancora vergine e di aver partorito il figlio di Dio. Il primario del reparto di Igiene mentale ha dichiarato oggi in conferenza stampa: "Non sta certo a me dire alla gente a cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio - come in questo caso - la vita di un neonato, allora la persona in questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute sostanze stupefacenti non migliora certo il quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguata terapia per un paio di anni, le persone coinvolte - compresi i tre trafficanti di droga - potranno tornare ad inserirsi a pieno titolo nella società." Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla potrebbero essere consumatori abituali di droghe.
Pare infatti che affermino di essere stati costretti a recarsi nella stalla da un uomo molto alto con una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (!), il quale avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato. Un portavoce della sezione antidroga della questura ha così commentato: "Gli effetti delle droghe a volte sono imprevedibili, ma si tratta senz'altro della scusa più assurda che io abbia mai sentito da parte di tossicodipendenti." Natale 2009 LA FEDE IN INTERNETScommettiamo che... anzi, no,
Visto che lo spam non accenna a diminuire, è interessante notare, se non la sua evoluzione, almeno le sue mode. Sembra seguire ondate cicliche: ci sono le stagioni dei cuori solitari, quelle del ******, poi le mielose lettere della figlia del multimilionario africano che ha pensato bene di affidare i suoi milioni proprio a te! Sotto le feste, ecco crescere il richiamo alle scommesse. Le analisi che controllano queste attività, tra l’illecito e l’insopportabile (Sophos.it pubblica periodicamente un bollettino su spam e rischi telematici), prevedono che tra novembre e dicembre l’attività degli spammer diventerà più intensa: 170-180 miliardi di messaggi al giorno solo per gli Stati Uniti. Il mondo delle scommesse, dei casinò, della fortuna on line sta crescendo in modo preoccupante; nel 2007 uno dei siti più cliccati in Italia era quello del Superenalotto (10° posto). E il trend di crescita di Lottomatica si muove da anni su terreni positivi e in tanti si rivolgono a questi siti in cerca di e-fortuna. Tante, troppe persone si lasciano attrarre dal mondo facile delle scommesse on line. L’offerta di siti è ricca e allettante: carte, scommesse, cavalli... tutto dorato e luccicante. La strategia è semplice: si entra in uno di questi siti e si riceve un bonus virtuale da utilizzare nelle prime scommesse. E si vince qualcosina. Una volta esaurito il credito si possono acquistare (ma questa volta con soldi veri) altri bonus e così via. Solitamente, dopo una prima fase di euforia in cui si inseguono le vittorie, si passa alle perdite e a una crisi sempre più profonda e umiliante. Si viene così inseguiti dalle sconfitte e si finisce col credere che solo un colpo di fortuna potrà sistemare tutto. E una scommessa ancora più alta e rischiosa sembrerà l’unica via di uscita. Si è così definitivamente risucchiati nel gorgo. I saggi se la ridono e commentano che tutte le scommesse, sempre, sono un metodo vigliaccamente geniale per esigere una tassa sull’imbecillità, visto che l’unico a guadagnarci è sempre chi regge il banco. Chi vi resta invischiato cade in una vera e propria dipendenza, destabilizzante sul piano emotivo, familiare e sociale. Stanno nascendo cure per questo, anche in Rete. Al Gemelli (www.policlinicogemelli.it) è sorto, a ottobre, un ambulatorio dedicato ai disordini legati a internet e numerose sono le risorse on line, come Nodipendenza.com che offre un test per saggiare quanto siamo affondati nella palude del gioco e segnala utili link. Persino il Miur si è mosso, con unavitaingioco.it, per fornire consigli soprattutto ai giovani, fascia a rischio. E anche il sito dei Monopoli di Stato (www.aams.it) mette in guardia contro i pericoli di una eccessiva esposizione, anche se poi il suo fatturato cresce del 15 per cento. Giorgio Banaudi Da: Jesus Lettera di NatalePer te Dio si è fatto bambino
Si avvicina la grande festa del S. Natale e, come è ormai consuetudine, desidero rivolgermi a voi per raccontarvi una storia semplice, antica e, allo stesso tempo, quotidiana : la storia affascinante di un Bambino. Questo Bambino è Gesù, il Figlio di Dio, il Dio con noi. E' una storia d'amore. In essa tutto trova un senso! La vita e la gioia, le difficoltà e i sacrifici ed anche la morte. E' una storia che la Chiesa, comunità dei discepoli di Gesù, continua a narrare e far rivivere nell'Eucaristia, nei Sacramenti, nell'anno liturgico. E' una storia che può essere rivissuta in ogni famiglia, che con il dono dello Spirito Santo, vive nell'Amore. Un papà e una mamma con l'aiuto del fratellino maggiore raccontano al piccolo di casa un evento senza Buon Natale Card. Angelo Bagnasco L'elefante
Un Saggio nell’Elefante Invisibile narra un grande Elefante che se ne sta davanti al saggio immerso nella sua meditazione. Il saggio lo guarda un po’ distratto e pensa: “Questo non è un elefante!. Dopo un po’ l’elefante si volta ed incomincia ad allontanarsi lentamente. A questo punto il saggio incomincia a chiedersi se per caso l’elefante non possa essere in giro. Alla fine l’animale se ne va. Quando è ormai sparito, il saggio vede le orme che esso ha lasciato e dichiara con sicurezza: “Qui c’era un elefante!”. Questa storia ci fa capire che è quello che viviamo ogni giorno nella nostra società. A volte non ci rendiamo conto di quello che accade intorno a noi. Poi si verifica un fatto ed in base a quel fatto risaliamo al valore che oggi condividiamo alle volte implicitamente nella nostra società. ****** "I saggi e l’elefante" C’erano una volta sei saggi che vivevano insieme in una piccola città. I sei saggi erano ciechi. Un giorno fu condotto in città un elefante. I sei volevano conoscerlo, ma come avrebbero potuto? -Io lo so, - disse il primo saggio, - lo toccheremo. -Buona idea,- dissero gli altri, - così sapremo com’è un elefante. Così i sei andarono a vedere l’elefante. Il primo toccò l’orecchio grande e piatto dell’elefante. Lo sentì muoversi lentamente avanti e indietro. – L’elefante è come un ventaglio, - proclamò. Il secondo toccò le gambe dell’elefante. – E’ come un albero, - affermò. -Siete entrambi in errore, - disse il terzo. –L’elefante è simile a una fune -. Egli stava toccando la coda dell’elefante. Subito dopo il quarto toccò con la mano la punta aguzza della zanna. -L’elefante è come una lancia, - esclamò. – No, no – disse il quinto, - è simile ad un’alta muraglia -. Aveva toccato il fianco dell’elefante. Il sesto aveva afferrato la proboscide. –Avete torto, - disse. – L’elefante è come un serpente. -No, come una fune. -Serpente! -Muraglia! -Avete torto! -Ho ragione! I sei ciechi per un’ora continuarono ad urlare l’uno contro l’altro e non riuscivano a scoprire come fosse fatto un elefante.
* Perché litigano i 6 saggi? * La loro lite serve a qualcosa? * Sono davvero saggi i 6 saggi? * Cosa avrebbero dovuto fare per non litigare? { Ultima pagina } { Page 2 of 16 } { Prossima pagina } |
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